Cima Socede, nei Lagorai, ospita un museo all’aperto della Grande Guerra.

Cima dominante
Come arrivare: Dalla Valsugana salire verso Spera e percorrere tutta la Val Campelle fino a dove la strada è sbarrata, e cioè Ponte Conseria. Google Maps
Dislivello: 700 m.
Altitudine massima: Cima Socede, 2173 m.
Tempo di percorrenza: 4 h.
Lunghezza: 10,7 km.
Difficoltà: E.
Punti d’appoggio: Rifugio Malga Conseria (1848 m).
Note: Percorso senza problemi tecnici; di estremo interesse storico la ricostruzione di trincee e postazioni attorno alla vetta.
Periodo consigliato: Dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno.

Lasciamo l’auto nel grande parcheggio al termine della strada transitabile della Val Campelle.


La prima parte del percorso (sentiero 326) risale un ripido pendio e passa per una zona letteralmente falcidiata dalla tempesta Vaia; l’avevamo percorso più volte prima di tale avvenimento e la differenza è impressionante, gran parte degli alberi non esiste più e il sentiero è quasi totalmente al sole.






Simpatiche mucche verso la fine della salita.



In circa un’ora arriviamo al rifugio malga Conseria, frequentatissimo in ogni stagione.




La tappa successiva è il passo Cinque Croci; decidiamo di salire lungo la strada bianca e di utilizzare invece il sentiero per il ritorno.






Arrivati al passo si aprono meravigliose visuali su Cima D’Asta e altre vette dei Lagorai.

Il nostro percorso risale tutto il pendio occidentale di Cima Socede e conduce in vetta in cima mezzora. Si tratta anche di uno dei Sentieri della Memoria presenti nei Lagorai (come da cartello, questo è il numero 38).







Vale veramente la pena di spendere almeno un’ora per la visita al museo all’aperto; il bivacco, le trincee, le postazioni e la cima con tanto di ruota panoramica e un finto cannocchiale meritano tutto il tempo impiegato!












Una trincea è talmente stretta che dobbiamo toglierci lo zaino per poterla percorrere!


I panorami non sono da meno, non per niente Cima Socede era considerata un importantissimo baluardo strategico. Scattiamo una miriade di foto.




Terminata la visita, iniziamo la discesa che ci porterà a immetterci sul sentiero che aggira Cima Socede e che avevamo lasciato a passo Cinque Croci.






Una breve risalita ci porta al più piccolo dei laghi dei Lasteati. Siamo sul Sentiero dei Laghi.

Incredibilmente belli i riflessi sull’acqua!





Il sentiero inizia ora a scendere e passa vicino al secondo dei laghi dei Lasteati, molto più grande e frequentato del suo collega.

Entriamo nel bosco e intercettiamo il sentiero delle Buse Todesche, percorso integralmente qualche anno prima.

Lo seguiamo in senso opposto fino al cimitero di guerra e così ci immettiamo sul sentiero che ci riporta in pochi minuti al rifugio malga Conseria.

Ogni tanto ci capita di pranzare in rifugio; oggi è questo il caso.

Luganega con polenta e crauti, ottimo!
E ovviamente non può mancare una birra fresca! (ammetto di non averla versata proprio nel migliore dei modi…)


Carina anche la tovaglia di carta con raffigurati tutti i (pochi) rifugi dei Lagorai.

Prima di iniziare la discesa per il sentiero 326 dell’andata indugiamo un pò, la giornata è meteorologicamente quasi perfetta. Facciamo così la conoscenza di alcuni cavalli di malga.



Senza fretta torniamo al parcheggio per lo stesso percorso dell’andata.



Commento finale: Percorso molto semplice dal punto di vista tecnico e altamente spettacolare da quello panoramico. Ma la vera essenza sta nelle opere in vetta. Imperdibile.
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