Nell’agosto 2025 è stata posata una nuova scultura dell’artista Marco Martalar, il Leone Alato, presso i Laghi di Revine, a Tarzo (TV).

Il Leone in riva al lago
Come arrivare: Arrivati a Tarzo (TV), superare il paese e lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi dedicati a chi intende andare a visitare il Leone Alato. Noi abbiamo scelto il più alto, ma ce ne sono altri scendendo a destra subito dopo la curva all’uscita di Tarzo. Google Maps
Dislivello: 50 m.
Altitudine massima: Alla partenza, 259 m.
Tempo di percorrenza: 3 h
Lunghezza: 8.41 km.
Difficoltà: T
Punti d’appoggio: Numerose trattorie lungo il percorso.
Note: Percorso elementare e bellissimo, che unisce fra loro arte e natura.
Periodo consigliato: Tutto l’anno.

Le prime indicazioni per il Leone Alato le troviamo presso la ex scuola elementare di Tarzo, poco sotto la strada principale.

Scendiamo lungo la strada e al bivio più in basso andiamo a sinistra (ma è anche possibile proseguire dritti e imboccare, sempre verso sinistra, una nuova sterrata).

Entriamo nel caratteristico borgo di Fratta di Colmaggiore, dove fanno bella mostra di sé alcuni murales; infatti per di qua passa la Via dei Murales.

Quando la strada svolta in salita verso sinistra, scendiamo a destra (nessuna indicazione) lungo una strada bianca che porta direttamente al Leone Alato, già visibile.


La monumentale opera è stata realizzata interamente con il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018. Non è la prima volta che ci imbattiamo in opere simili di Martalar; infatti abbiamo già documentato la Lupa dei Lagorai e l’Aquila di Vaia.











Scattiamo una moltitudine di fotografie!
Ora è arrivato il momento di iniziare il periplo dei Laghi di Revine, e perciò ci incamminiamo lungo la strada bianca verso sinistra.






Appena sbucati sulla strada incontriamo una gentilissima coppia, Gianni e Mara di Brugnera (PN), che ci raccontano che seguono il nostro canale e che hanno percorso diverse nostre escursioni da noi proposte qui sul blog e sul nostro canale YouTube. Grazie mille!

Raggiungiamo il Parco Archeologico didattico del Livelet.


Il parco è visitabile domenica e festivi da aprile a ottobre.

Da qui parte anche il percorso che conduce alla Panchina gigante 181.


I Laghi di Revine sono due: il Lago di Lago (o Lago di San Giorgio) e il Lago di Santa Maria, e sono uniti da un canale artificiale che si chiama Canale delle Barche.

Tutto il periplo del lungolago è caratterizzato da scorci meravigliosi, aforismi e cornici da fotografia.


























All’inizio del Lago di Santa Maria è stata costruita una torretta di osservazione dell’avifauna locale.




Passiamo per un campeggio, molto attivo nel periodo estivo.












A un bivio segnalato da un totem andiamo a destra seguendo le indicazioni per l’area attrezzata del Và dee Femene.


Il luogo è così chiamato perché in passato le donne venivano qui a lavare i panni.






Il sentiero lascia definitivamente il lungolago e risale verso Colmaggiore.

Una volta entrati in paese, chiudiamo l’anello all’altezza della ex scuola elementare.

Commento finale: Il Leone Alato merita certamente una visita, ma gli scorci sui laghi di Revine non sono da meno per spettacolarità.
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