Sulle Prealpi Bellunesi abbiamo escogitato un nuovo anello che passa, oltre che per il ben noto rifugio Col Visentin, anche per la Panchina Gigante 46.
Guarda il video dell’escursione sul nostro canale YouTube

Rifugio e Panchina Gigante
Come arrivare: Il ristorante La Casera si trova al termine della strada che dal piazzale del Nevegal (BL) sale lungo il versante nord della montagna. Ampio parcheggio. Google Maps
Dislivello: 600 m.
Altitudine massima: Col Visentin con l’omonimo rifugio, 1764 m.
Tempo di percorrenza: 5 h
Lunghezza: 12.5 km.
Difficoltà: E
Punti d’appoggio: Oltre al rifugio Col Visentin e il ristorante la Casera alla partenza, aperti quasi tutto l’anno, anche il rifugio Bristot a metà della salita, aperto però solo nella stagione estiva.
Note: Percorso altamente panoramico nella parte di andata e molto vario in quella di ritorno.
Periodo consigliato: Da giugno a settembre, anche se è frequentatissimo tutto l’anno.

Come accade spesso da queste parti, al nostro arrivo al parcheggio ci accoglie una suggestiva nebbiolina.


Iniziamo percorrendo la strada cementata di servizio del rifugio, per lasciarla qualche centinaio di metri più avanti all’altezza del bivio dove inizia il Sentiero delle Creste.

In basso, a sinistra, si apre una meravigliosa visuale del Lago di Santa Croce.

Proseguiamo sul chiaro sentierino fino a malga Faverghera.



Il sentiero prosegue in una zona completamente aperta, senza alberi e con fantastiche visuali verso la Val Lapisina.



Oltrepassata la malga si inizia a salire, il sentiero è sempre ben marcato e i segnavia accompagnano costantemente.
Sbuchiamo così una prima volta sulla strada, all’altezza di un cartello che ci invita a riprendere il sentiero verso sinistra.

Saliamo a Col Toront e da qui in poi resteremo sempre in cresta, con panorami da una parte e dall’altra.





Si comincia anche a scorgere il rifugio Col Visentin.

Il saliscendi è sempre moderatamente accentuato e molto vario.




Passiamo per un caratteristico rudere e infine riprendiamo per un istante la strada.


La tagliamo e intraprendiamo l’ultimo strappetto fino alla nostra meta.

Siamo saliti a questo rifugio un numero imprecisato di volte, da tutti i punti di partenza possibili, ma ogni volta le emozioni sono intense, oggi si ha l’impressione di galleggiare fra le nuvole.


Invece il nostro menu è sempre diverso; questa volta tocca al cervo (poi trasformatosi miracolosamente in capriolo, con piccoli segreti nella ricetta – le patate nel sugo!) con polenta e birra pusterese.

Usciamo nel momento in cui le nuvole hanno completamente avvolto tutto l’intorno. Suggestivo!

Il ritorno questa volta non sarà completamente per la classica strada, ma solo in parte.



Infatti, arrivati al rifugio Bristot, trovato aperto, lasciamo la suddetta strada e scendiamo lungo una pista da sci seguendo le indicazioni per Col Canil.


Sbucati su una stradina sterrata, la seguiamo verso destra, passiamo un nuovo ponte e raggiungiamo la Panchina Gigante 46, nei pressi di Casera Erte.



Rispetto a tre anni prima notiamo subito che qualcosa è cambiato: è stato infatti aggiunto un robusto corrimano a fianco dei tre tronchi che permettono la salita alla panchina.

In effetti è cambiata anche un’altra cosa: il meteo oggi è decisamente migliore della volta scorsa!

Dopo i video di rito, riprendiamo la strada e seguiamo le indicazioni per La Casera.



Passati un paio di bivi, un cartello ci manda in salita a destra lungo un sentiero che ci consente di recuperare i metri di dislivello perduti.

Uno strappo dopo l’altro sbuchiamo su una strada sassosa che a sinistra ci riporta in pochi minuti al parcheggio di partenza.

Commento finale: Il giro da noi escogitato è il più classico possibile nella parte di andata e decisamente più articolato in quella di ritorno, in modo da inglobare anche la Panchina Gigante. Tutti i sentieri sono ben segnalati e senza alcun problema tecnico di sorta.
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